Presenze Contemporanee

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Inaugurazione 14 Aprile h 17 presso il PAM Parete Art Museum - Palazzo Ducale di Parete (Caserta) Via Umberto I n° 40) - concept di Paolo Feroce

L'arte contemporanea non deve essere più banalizzata concettualmente o ridotta ancora a provocazioni passatiste, ma ha bisogno di trovare un pensiero, un'estetica nuova e oggettiva, di cercare la sezione aurea anche in volumi non figurativi, protendendo verso un'eleganza suggerita dal ritmo delle forme, dal giusto abbinamento dei colori e sperimentando, magari, materiali innovativi.

Non a caso nelle collezioni più importanti si ricerca la definizione assoluta di ogni dettaglio dell'opera d’arte e la sua fruibilità per farla dialogare con ambienti diversificati, siano essi architetture di stampo contemporaneo o edifici di valenza storico-monumentale. Il percorso espositivo seguirà queste indicazioni anche perché avvicinano, in maniera concreta, gli artisti al collezionismo.

Da questi concetti cardine nasce Presenze Contemporanee, un'esposizione aperta a chi ricerca la perfezione in ogni elemento artistico, sia figurativo che informale. L’esposizione Presenze Contemporanee si svilupperà all’interno delle sale del piano nobile del Palazzo Ducale di Parete (Caserta), che diverrà luogo e spazio dove presentare uno spaccato degli ultimi vent’anni di ricerca artistica italiana. Gli artisti selezionati si cimentano con progetti che si misurano con le tematiche odierne: ‘Uomo e Natura’, e ancora, l’individuo e la vita, la ricerca dell’equilibrio e della luce, sono alcune riflessioni affrontate dagli artisti presenti, Riccardo Furini e Vittorio Colamussi (progetto TURN), Giuliana Silvestrini, Francesco Nicolato, Stefano Accorsi, Andrea Boldrini, Fabrizio Mazzardo, Raffaele Boemio.

L'atelier di Giuliana Silvestrini

Locandina

Giuliana Silvestrini apre il suo Atelier nel centro storico di Monterotondo, in via Fabio Filzi 40, con una personale che rappresenta un po’ la sintesi del suo percorso artistico e di vita. Le sue opere nascono sempre da un progetto e, non a caso, anche stavolta l’artista ha scelto per questa mostra qualcosa d’intimo, che dovrà essere la sigla della sua casa-studio. Il tema di fondo, infatti, è quello che lei stessa chiama “caos segnico”, ammettendo la funzione catartica che per lei assolve l’arte, via attraverso la quale è solita dare ordine a ciò che ordinato, per sua natura, non è: l’umana angoscia esistenziale. Il magma di pensieri, il rifiuto della morte, il contrasto tra bene e male, tra buono e cattivo, in questa mostra abbandonano la loro tragicità, si trasfigurano dando luogo ad un’immagine di Giuliana Silvestrini che è quella che tutti conoscono: un’artista entusiasta della vita, spontanea, giocosa. Dei tre quadri principali in “Metamorfosi I” colpisce, attraverso il giallo, l’arancio e i segni neri, il vitalismo titanico dell’artista. In Metamorfosi II tale vitalismo si stempera in un grigio di sottofondo, colore che nascendo dalla fusione di tutti i colori, è capace di sublimare il disordine primordiale. In “Metamorfosi III” l’azzurro che sfonda lo spazio fa pensare al desiderio di oltrepassare il limite umano, desiderio che solo l’arte può esaudire dando vita a ciò che l’artista immagina: l’infinito.

Per questa esposizione sono presenti altre opere eseguite con linguaggi differenti (carta incollata su tela), affini per il tema trattato, quale il caos primordiale, o se vogliamo, la disarmonia prestabilita: vi dominano, infatti, entità realizzate con un tessuto grafico ingarbugliato - potremmo dire un gomitolo - che nello spazio rimangono indipendenti o si toccano o, addirittura, si fondono tra di loro.

Come in un vero percorso catartico l’esposizione si conclude con delle xilografie in cui, invece, l’ordine viene evocato – ed invocato – attraverso delle linee orizzontali che ricordano uno spartito musicale, emblema dell’armonia universale che la Silvestrini riesce a riprodurre con la sua arte sottile e raffinata.

 

Gloria Zarletti

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