RI-TRATTI DI GIULIANA SILVESTRINI PREMIO BORGO 2016

 

RI-TRATTI

DI GIULIANA SILVESTRINI

PREMIO BORGO 2016

2017 Giuliana Silvestrini def A4
La mostra personale di Giuliana Silvestrini si articola come progetto site-specific nello spazio espositivo La Scala D’Oro, dove le opere sono disposte lungo la scala a dialogo in senso fisico e visivo con il fruitore, per mostrarsi come all’interno di un’ipotetica abitazione. All’ingresso dello spazio espositivo un’antica e pesante cornice racchiude un gruppo di famiglia, fuso in un solo organismo di gomma lacca che trattiene e custodisce l’energia solida, quasi materica, gabbia dorata dei legami familiari.

Le pareti della scala, che portano a un invisibile piano superiore, presentano i Ri-tratti di famiglia racchiusi in cornici dorate. I “Ri-tratti” sono di legno trattato con gomma lacca che conferisce un effetto di luce, il colore è dato da mordenti con colorazioni che vanno dai rossi del mogano e del palissandro, al bruno del noce, ai neri caldi e profondi dell’ebano.

Osservare un volto e meditare su di esso con la pittura come filtro è attraversarlo, seguire l'onda emozionale che ci rimanda, entrare nell'altro.

I Ri-tratti di Giuliana Silvestrini raccontano di un processo, attingendo dalle profondità della memoria che libera con immediatezza i gesti reiterati, rappresentato da molteplici e fluide colature, da velature di gomma lacca, stratificazioni di cera solida e rimozioni a coltello. Una continua ricerca dell'equilibrio compositivo sempre teso al rappresentare l’immagine sedimentata. 

I soggetti si disperdono in un groviglio di segni, la figura si dissolve in un insieme informe. Lo sguardo ruota seguendo la circolarità dei formati. Il cerchio, figura geometrica dove il principio e la fine coincidono, simbolo del ciclo continuo della vita, del tempo, del cambiamento e dell’inaspettato ritrovamento. Pitture monocrome ai mordenti che presentano un legame con la tradizione del ritratto classico dipinto in tondo e la declinazione più “moderna” del ritratto inteso come materia-colore, segno e sintesi, puro e concreto linguaggio.

L’installazione, in coabitazione con i dipinti, un fotomontaggio dedicato al tempo, celebra per continuità l’antica pratica introspettiva dell’autoritratto dell’artista che ricerca la propria identità attraverso l’incontro, quasi una fusione, con la madre generatrice. Al contempo, mostra una riflessione critica sui condizionamenti delle relazioni familiari e sulle conseguenze relative allo sviluppo della propria identità. Chi sono io? Qual è la mia propria essenza? 

Su un ripiano due mattoni affiancati mostrano sulla superficie di cemento e sabbia tracce, impronte di abiti in disuso intrisi di bitume. Un recuperare la presenza smarrita, attraverso abiti dismessi, una dichiarata impossibilità ad accettare la separazione. Le tracce lasciate dagli abiti, intesi come pelle, rappresentano le micro narrazioni silenti delle diverse identità; motivo già affrontato nell’opera, ”non posso farne a meno” del 2015 presso le Scuderie Aldobrandini di Frascati (RM).

In cima al percorso, che sembra voler condurre il visitatore verso uno svelamento di una matrice identitaria ed esistenziale, meritato premio di ogni personale ricerca spirituale, troviamo invece la visione sfocata e ossessiva di un’infanzia lontana e condivisa. Una serie di figure, che come una vecchia pellicola che salta per difetto, riproduce su uno schermo ingiallito la folla dei ricordi.Ulteriore affermazione di un immutabile procedere circolare.

Guido D’Angelo

ELATE MEMORIES 5-21 agosto 2016

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ELATE MEMORIES
5 - 21 agosto 2016
CON-TEMPORARY6
Villa Grimaldi - Lavagna

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Oltre i libri – l’arte del presente incontra i libri del passato

“Oltre i libri – l’arte del presente incontra i libri del passato”
esporranno i vincitori del Concorso indetto dalla Biblioteca Angelica di Roma.
La mostra rimarrà aperta dal 27 maggio al 17 giugno 2016:
lunedì - sabato 10.00-13.00; martedì, mercoledì e giovedì 10.00-18.30. Chiusura domenica e festivi.

Se Tradere

xcomunicato

"Se Tradere"
19 gennaio 2016 ore 18.00 | Spazio Caffetteria Chiostro del Bramante | Roma

Il giorno 19 gennaio 2016 alle ore 18.00 si inaugura presso lo Spazio Caffetteria del
Chiostro del Bramante la mostra personale di Giuliana Silvestrini dal titolo "Se Tradere".

Se trādĕre, "Tradire se stessi", nella sua accezione originaria, significa abbandonarsi a qualcosa o a qualcuno ed è inteso come lasciarsi andare dentro un caos, un disordine interiore consegnando a se stessi l'opportunità di una crescita personale, entrando in relazione con le proprie zone d'ombra, tra cui dolore, separazione, caduta.

Bisogna avere ancora un caos dentro di sé per partorire una stella danzante (Frederich Nietsche, Così parlò Zaratustra, Prologo, 5). Questa è l'azione primordiale che porta l'artista, Giuliana Silvestrini, in arte 'Siscia', verso un'arte processuale in cui vi è la ricerca continua di una consapevolezza di se stessi e superamento della propria ferita interiore.

La mostra comprende due progetti "Metamorfosi" e "Frammenti". In "Metamorfosi" le opere prendono ispirazione dalla lettura delle prime pagine del libro Le Metamorfosi di Ovidio sull'origine del mondo. L'artista traccia prima un groviglio di segni spontanei, intersecanti tra loro. Questo "tessuto grafico/caotico", che invade gran parte della superficie pittorica a disposizione, è poi parzialmente mascherato da stesure in parte coprenti di colore per lasciare solo brevi segni e/o a tracciare forme/informi cariche d'energia. E' una pittura di tipo 'processuale' e pertanto il confronto tra le opere diventa indispensabile per la comprensione del processo stesso con la quale sono state eseguite. In "Frammenti" le opere prendono origine da una serie di studi di rielaborazione di una fotografia di reportage che documenta il territorio di guerra dopo un conflitto. Il linguaggio pittorico adottato è incentrato sull'uso del "disegno" come tessitura sfilacciata e logora della rappresentazione dei corpi. Le opere sono realizzate con la tecnica dell'olio su tela e/o carta con passaggi disegno-colore a secco.